Cos’è il matrimonio emozionale: Martina Polimeni @ MeetThePlanner

Cos’è il matrimonio emozionale e qual è la differenza con la cerimonia simbolica? L’ho chiesto ad un esperta di spiritualità fino nel profondo, la Wedding Planner Martina Polimeni, che lavora nella zona dei laghi di Varese, Lombardia e Piemonte, in occasione del nostro appuntamento settimanale #MeetThePlanner in diretta LIVE su FB e IG. 


Care spose, 

cos’è per voi la spiritualità e in cosa si differenzia dalla religione? E, soprattutto, cos’è il matrimonio emozionale? Bene, per rispondere non potevo non coinvolgere la mia amica e collega Martina Polimeni, WP specializzata nei matrimoni emozionali e cerimonie simboliche per coloro che scelgono di non sposarsi in chiesa.

Di Martina mi ha sempre colpito il suo percorso. Devo essere sincera: inizialmente non capivo cosa intendesse con spiritualità e dove la collocasse all’interno del matrimonio. Poi ci siamo incontrate e lì mi si è aperto un mondo. Me lo ricordo ancora quel momento in cui parlavamo di spiritualità. Me lo ricordo perché è una parola tanto bella quanto facilmente fraintendibile.

Ma è importante partire dalla differenza tra la spiritualità e la religione.”Sono concetti diversi – mi spiega Martina durante la diretta FB #MeetThePlanner -. La religione è fatta di regole e dogmi, figure prefissate. La spiritualità è libera. Intendiamo con questo termine la libertà di vivere il rapporto con l’altro. Chiaramente, c’è spiritualità in tutte le religioni, ma non c’è religione nella spiritualità. Sono due temi diversi, ma collegati”.

cos'è il matrimonio emozionale

Martina Polimeni, WP.

cos'è il matrimonio emozionale

Per spiritualità, infatti, intendiamo un nostro bisogno, la propensione verso l’altro. Quasi “una scintilla divina”, così come la definisce Martina, che altro non è che la nostra tensione verso il bene, l’energia che emaniamo verso l’altro. Una volta, durante un incontro di lavoro, dissi: “Speriamo che Dio ci aiuti”, e qualcuno mi rispose: “Dio sei tu”, perché era da me che poteva dipendere la riuscita di quell’evento, dalla mia propensione e dall’energia che porto dentro. Non vi nascondo, care spose, che rimasi interdetta davanti a queste parole. Sinceramente, adesso ho capito.

“A me piace parlare di scintilla – continua Martina -, come se un pezzetto di Dio fosse dentro di noi. Ma non un Dio preciso. Mi riferisco appunto alla nostra tensione continua verso l’energia, il bene. La religione è il modo di rispondere a questa esigenza intrinseca dell’uomo di connessione con l’altro e con noi stessi”. E il matrimonio, allora? Dopo queste premesse, come possiamo intenderlo da un punto di vista spirituale?

“Come un incontro di anime – sottolinea Martina -. Vedo sempre le persone come anime. Non siamo essere terreni che fanno esperienze spirituali, siamo esseri spirituali che scelgono di vivere un’esperienza terrena. Questo cambia tutto, ogni punto di vista sulle cose, anche sulla concezione del matrimonio stesso”.

Cos’è il matrimonio emozionale: l’intenzione fa la differenza

Ecco perché per Martina, il matrimonio emozionale è l’unico modo di intendere e concepire il matrimonio. Le anime si riconoscono e decidono di legarsi per la vita e anche oltre. Pensiamo, per esempio, come nella cerimonia religiosa si dica sempre “finché morte non ci separi”. Nei riti simbolici, invece, diciamo “per questa vita e oltre”. Una grande promessa per l’eternità. La morte, infatti, rappresenta soltanto un mero passaggio; le nostre anime si rincontreranno, magari in altre vite. Che bella visione, eh?

Per Martina, inoltre, il rito è considerato da due punti di vista:

  • Il rito civile, che ci permette di dire “sono legalmente sposato” perché ho firmato di fatto dei documenti;
  • Il rito simbolico (in cui inserisce anche quello religioso e in cui vi è anche la parte civile), che è reso ancora più forte dall’intenzione che hanno gli sposi di fare questo passo;

“Siamo al cospetto di dio (qualsiasi dio, a ognuno il suo) – continua Martina – e siamo convinti che ci sia lui a benedire la nostra unione. E’ l’intenzione che rende un matrimonio emozionante ed emozionale”.

cos'è il matrimonio simbolico

cos'è il matrimonio emozionale

Cos’è il matrimonio emozionale: il rito simbolico

Il rito simbolico, inoltre, permette di scoprire e scegliere il simbolo che fa per gli sposi. Potrebbe essere legato a uno degli 4 elementi (acqua, aria, terra, fuoco) oppure a un particolare oggetto. Per esempio, famoso è il rito delle tre candele: rappresentano il fuoco e sono legate anche al concetto di luce. “Prevede che ci siano tre candele – spiega Martina -. Due di queste sono simili nella misura e nel colore, e simboleggiano la sposa e lo sposo o le rispettive famiglie d’origine. La terza candela, quella da accendere, simboleggia invece la nuova famiglia che si sta per formare”.

Ma di riti ce ne sono tantissimi, come fare a scegliere quello giusto? “Mi piace andare a fondo con la coppia e cercare il simbolo più giusto per loro. C’è chi arriva con le idee chiare, e c’è chi ha non ha molte idee. Dunque, scaviamo insieme e scopriamo che la coppia si è conosciuta in un luogo particolare e che quel luogo riporta alla mente ricordi meravigliosi. Allora, perché non trasformare quel luogo in un simbolo, in qualcosa di più personale per loro?”.

Spesso, però, ci sono tanti pregiudizi sui riti simbolici e sulle cerimonie di questo tipo. Ho chiesto a Martina perché e come poter lavorare su questi preconcetti. “Molti sostengono che non sia autentico, io credo invece che valga soltanto quello che senti. L’autenticità di quel momento è data dall’unione tra te e il tuo partner. Le diversità di rito rappresentano soltanto un modo per far unire le proprie anime”.

E non potrei essere più d’accordo. Non esiste giusto o sbagliato, care spose. Stiamo tutti percorrendo un cammino, il viaggio della vita, e capiterà di sbagliare. Ma se non sbagliassimo, resteremmo fermi sempre allo stesso punto. Dunque, cogliamo ciò che è funzionale per noi in questo momento, soprattutto in questo momento (aggiungerei, anche).

cos'è il matrimonio emozionale

Cosa non deve mancare in un rito simbolico?

Al di là della scelta del simbolo, c’è una parte di costruzione del rito fatta di letture, musiche e promesse che ovviamente lo rendono personale e unico. Le promesse le scrivono gli sposi. “Io gli dò spesso una mano – continua Martina -. Ma quel momento è unico e necessario. Si mettono lì, davanti a un foglio e piangono. Ricordano tutto e rivivono le tappe più importanti del loro cammino insieme. Questo ti permette di arrivare ancora più convinto e consapevole al grande giorno”.

Dopo questa fase di cammino interiore, cosa non può e non deve mancare in un rito simbolico?

  • Le promesse: in questo si riprende il rito religioso. E’ un momento fondamentale e immancabile, nonché coinvolgente per tutti gli ospiti che stanno vivendo l’unione dei due sposi;
  • Il momento del rituale simbolico: in cui viene utilizzato il simbolo scelto dalla coppia;
  • Le letture e i pensieri: coinvolgere amici e parenti per letture personalizzate dedicate agli sposi (divertenti o strappalacrime), e connesse al simbolo scelto nel rituale, per mantenere lo stesso fil Rouge.
  • Il rito nel rito: il passaggio degli anelli tra gli ospiti (se non sono troppi), prima di arrivare agli sposi; ogni invitato si prende un momento per infondere buone energie, propositi e calori ai due anelli.
  • “Mi piace consigliarlo sempre perché coinvolge tantissimo i presenti alla cerimonia – conclude Martina -. Se si hanno troppi ospiti, consiglio di farlo fare soltanto ai familiari stretti e ai testimoni. E’ un modo unico per combattere i pregiudizi nei confronti del rito simbolico e per far sentire gli ospiti parte integrante di una unione”.

Roberta Torresan Wedding Planner & Designer

Per rivedere la diretta FB, clicca qui

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